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II Conferenza Nazionale sull'America Latina

II Conferenza Nazionale sull'America Latina


Dalla II alla III Conferenza Italia-America Latina: insieme verso il futuro

I rapporti dell’Italia con i Paesi dell’America latina e i Caraibi si fondano su un fitto e articolato sistema di relazioni che coinvolge l’intero Sistema-Italia, e non solo la nostra pur attiva rete diplomatica.Gli storici rapporti di comunanza culturale sono stati arricchiti dalla condivisione di vocazioni e interessi economici, sociali e politici.

Per queste ragioni, l’attuale Governo ha considerato necessario consolidare e dare continuità nel tempo all’azione esterna dell’Italia verso l’America latina. Fin dal discorso di insediamento del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, l’America latina è apparsa come una delle priorità della politica estera dell’Italia. Posizione successivamente ribadita dal Ministro D’Alema, e tradotta in termini pratici dalle visite ufficiali del Presidente Prodi in Brasile e Cile.

Il rilancio dei rapporti dell’Italia con l’America latina si è configurato fin dall’inizio come un’agenda condivisa dall’intero Paese. Assistiamo, infatti, ad una ripresa dell’interesse del mondo imprenditoriale verso l’area e ad una azione particolarmente dinamica delle Regioni e degli enti locali italiani.

Sono numerosi i fattori che spiegano questo rinnovato interesse del Sistema-Italia verso l’America latina. Vogliamo brevemente soffermarci su tre dimensioni di questo fenomeno. Da un lato, la performance della crescita economica degli ultimi anni sta accrescendo le aspettative che la maggior parte dei Paesi latinoamericani riesca a consolidare i processi di sviluppo interno e a ridurre l’impatto negativo dei cicli economici. Basti pensare a come le politiche economiche tendano a consolidare la disciplina delle variabili macroeconomiche, al di là delle differenze di impostazione politica da parte dei diversi governi nazionali dell’area. Ma le politiche economiche tendono anche a convergere sulla necessità di dotare il subcontinente di reti infrastrutturali, materiali e immateriali, individuate come condizione per promuovere lo sviluppo regionale. Tutti questi fattori sono indicatori cruciali della volontà di inserire l’area nell’economia internazionale e rappresentano un potente meccanismo di integrazione latinoamericana. La costruzione di corridoi economici bi-oceanici che accompagnino i programmi infrastrutturali sudamericani e il rilancio del Programma Puebla-Panama sono due buoni esempi di questo approccio.  

Dall’altro lato, infatti, esiste ormai la consapevolezza nei governi dell’America latina che l’agenda sociale debba essere affrontata in modo deciso e con politiche pubbliche specifiche e mirate. Punto centrale di questa agenda sono i gravissimi problemi dell’esclusione della popolazione povera e dei territori emarginati. In questo  campo è molto forte l’attrazione esercitata dai modelli sociali e regionali europei. Tanto è vero che la Commissione europea, nella programmazione dell’assistenza esterna all’America latina nel periodo 2007- 2013, ha fatto della coesione sociale e territoriale uno dei principali perni. Le regioni, le autonomie locali e l’associazionismo sociale dell’Italia non solo sono interessate a collaborare con i partner latinoamericani, ma contano anche su una ricca esperienza in quei campi.

Infine, una terza dimensione che vorrei segnalare come base del rilancio dei rapporti dell’Italia con  l’America latina riguarda il ruolo dell’area nella governance internazionale. Sia nell’agenda economica che in quella della politica internazionale, infatti, il peso e il ruolo dell’America latina stanno crescendo. Basti considerare che alcuni Stati latinoamericani fanno parte del gruppo dei grandi Paesi emergenti, cosa che offre l’opportunità di costruire o ricostruire alleanze strategiche italo-latinoamericane per cercare di affrontare insieme l’agenda commerciale, la riforma del sistema delle Nazioni Unite, l’azione di stabilizzazione e le operazioni di mantenimento della pace, ed altre priorità della comunità internazionale.

È in questo contesto che va valorizzato lo sforzo di organizzazione delle Conferenze nazionali Italia-America latina e Caraibi, che rappresentano l’occasione sia per aggiornare l’agenda che per permettere un rapporto diretto - a livello di governi e di espressioni attive della società civile – tra i Paesi latinoamericani e l’Italia.

La III Conferenza nazionale, il cui slogan è “Italia-America Latina. Insieme verso il futuro”, si svolgerà a Roma nei giorni 16-17 ottobre 2007, e raccoglierà il testimone della II Conferenza, svoltasi, così come la Prima, a Milano. La III Conferenza, così come fortemente voluto dal Ministro degli Esteri, D’Alema, riprende e amplia un’idea che ha guidato le due precedenti: fare di questi eventi momenti di dibattito e consultazione con le istituzioni subnazionali e gli attori della società civile.

Proprio per questo motivo la III Conferenza è  receduta da una serie di seminari decentrati in varie città italiane, nei quali vengono discussi i punti prioritari dell’agenda italo-latinoamericana, così come abbiamo appena indicato.

Le Conferenze nazionali Italia - America latina e Caraibi si svolgeranno a scadenza biennale, alternando Roma e Milano come sedi dell’evento conclusivo. Questa decisione corrisponde alla realtà. In tutta Italia è crescente l’attenzione degli Enti locali, delle Università e centri di ricerca, della società civile, del mondo del lavoro e imprenditoriale  verso l’America latina. Le due città simboleggiano le punte avanzate di questo rinnovato e forte interesse che vogliamo valorizzare ed accrescere.

Donato Di Santo

Sottosegretario di Stato agli Esteri

con delega per l’America Latina

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