Image
cerca
Esegui ricerca

Conferenza Nazionale sull'America Latina

Conferenza Nazionale sull'America Latina

Conferenza Nazionale sull'America Latina

INTRODUZIONE

Per dare maggiore concretezza ai nostri rapporti con un' area tradizionalmente importante come l'America Latina, si è ritenuto di organizzare, durante il semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea, una Conferenza Nazionale, alla quale sono stati invitati esponenti del mondo politico, economico ed accademico italiani e Iatinoamericani.

In una fase politica delicata come l'attuale, con situazioni di crisi e di conflittualità in aree geografiche a noi vicine quali il Mediterraneo ed il Medio Oriente, e con lo costante e crescente attenzione verso i Paesi che sono recentemente entrati in Europa, abbiamo voluto attraverso questo importante evento inviare un messaggio dal quale si comprendesse che l'America latina rimane per noi una priorità.

È stata a mio avviso una occasione quanto mai opportuna per ribadire altresì lo capacità della politica estera italiana di muoversi nell'intero scenario internazionale in una visione generale capace di collegare le "problematiche trasversali" afferenti le varie regioni del mondo. Penso ai problemi della sicurezza, del terrorismo, della lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata nonché della coesione sociale, argomento quest'ultimo che è stato al centro del dibattito alla Conferenza UE-LAC di Guadalajara del 28 maggio u.s.

l'Italia, del resto, è da sempre sensibile agli sviluppi nell'area latino-americana e l'interesse si è ulteriormente accresciuto negli ultimi anni, nonostante le difficoltà economiche e finanziarie in cui versano alcuni paesi della Regione. Quello con l'America Latina è infatti un vincolo solidale formatosi nella storia e lungo il succedersi di gene- razioni, ricco di memorie e di cause comuni. Le affinità storiche e culturali, sedimentate dalla presenza di importanti comunità di origine italiana, oggi valutate in quasi 20 milioni di persone (di cui 2 milioni con passaporto), sono sicuramente alla base di questa attenzione. Esse rappresentano, oltre che una presenza viva e una testimonianza della nostra cultura nella sua accezione più ampia, una grande risorsa strategica per il paese.

Ma ad esse si aggiungono anche valutazioni di ordine politico ed economico. Il consolidamento delle istituzioni democratiche, l'apertura economica, l'ovvio dei processi d'integrazione regionale, il livello di partecipazione ai programmi degli organismi internazionali, hanno reso più agevole anche il rilancio del dialogo con l'Europa, di cui è testimonianza l'istituzionalizzazione dei vertici dei Capi di Stato e di Governo, tenutisi a Rio de Janeiro nel 1999, a Madrid nel 2002 e a GuadaIajara (Messico) nel 2004, dove l'Unione Europea si è presentata per la prima volta con 25 Stati-membri. In questi periodici incontri sta prendendo corpo il disegno di un'''Associazione strategica biregionale" che rappresenta un esempio inedito di cooperazione fra due aree regionali, variamente impegnate in processi di integrazione regionale, che abbraccia il "dialogo politico" e la collaborazione negli organismi internazionali come le Nazioni Unite, accordi di liberalizzazione commerciale e libero scambio e accordi di cooperazione allo sviluppo, culturale, tecnologica.
AI di là dei rapporti ufficiali a livello interstatua le, esiste in Italia una fitta rete di rapporti di solidarietà e progetti di cooperazione decentrata che denotano un interesse e un legame profondo con quest'area, attraverso l'azione di Organizzazioni Non Governative, istituzioni regionali e locali, università, imprese, forze sociali. La cooperazione italiana allo sviluppo si deve quindi raccordare a queste iniziative dal basso per coniugare l'efficacia alla sostenibilità dell' intervento.

Sul piano bilaterale, l'Italia si è attenuta anche verso l'America Latina ad una strategia di "diplomazia preventiva" e ad aiutare i paesi in difficoltà con lo strumento dei trust fund ad organismi multilaterali (come Banca Mondiale e Banca InterAmericana di Sviluppo), orientati a rilanciare la crescita attraverso il sostegno al sistema delle Piccole e Medie Imprese e, per i paesi più poveri, con la conversione del debito in progetti di sviluppo e con gli aiuti della nostra cooperazione.

La Conferenza Nazionale sull'America Latina si è espressa per rilanciare il dialogo euro-Iatinoamericano, anche alla luce dei positivi esiti dell'Assemblea annuale della Banca Inter-Americana di Sviluppo, tenutasi in Lombardia nel 2003, ed in particolare individuare ed approfondire le opportunità nel campo del commercio, degli investimenti e della presenza delle imprese italiane in America Latina, favorendo ogni possibile sinergia, anche attraverso nuovi strumenti di politica estera.

La Conferenza, in linea con i postulati del Semestre italiano di Presidenza dell'UE, ha espresso il convinto sostegno ad una accelerazione dei negoziati per la conclusione dell'Accordo di partenariato e libero scambio UE-Mercosur (la cui firma è prevista per ottobre 2004) e allo stesso tempo avviare analoghi negoziati con la Comunità Andina e i paesi del Centro America, in modo che dopo gli accordi già conclusi con Cile e Messico, tutta l'America Latina sia legata all'Unione Europea da una rete di accordi simmetrici e di reciproco vantaggio e utilità.

La Conferenza Nazionale sull'America Latina, di cui abbiamo raccolto in questo volume gli Atti, è stata una ulteriore importante occasione per rinvigorire quella proficua collaborazione che lega da tempo l'Italia all'America Latina, preparando così il terreno per gli appuntamenti futuri.

Articolata in gruppi di lavoro volti ad approfondire distinte e complesse tematiche, la Conferenza ha innanzitutto affrontato il tema del regionalismo in America Latina in rapporto alle sfide della globalizzazione, con riferimento anche agli accordi commerciali internazionali e alla cooperazione decentrata. L'obiettivo è raggiungere un armonico equilibrio tra sviluppo locale e rilancio del Sub-continente nel quadro dell'economia mondiale. La competitività dell'America Latina è stata oggetto dell'analisi del secondo gruppo di lavoro, che si è concentrato soprattutto sulla promozione dei flussi di capitali. Sia l'Italia che i Paesi Iatinoamericani si trovano confrontati con l'esigenza di organizzarsi in un "Sistema" coordinato e coerente. AI riguardo, la possibile esportazione del modello della Piccola e Media Impresa italiana e dei relativi distretti industriali può costituire, con gli opportuni adeguamenti, un contributo alla crescita e alla modernizzazione dell'economia latinoamericana.

Un coordinamento tra Italia e America Latina è opportuno anche nel campo della cooperazione culturale e scientifica, tanto più importante in quanto, come ho già avuto modo di osservare, si tratta di aree geografiche legate da profondi e antichi vincoli sociali e culturali. In particolare, l'Italia può offrire un contributo decisivo nel campo dell'informazione e delle sue applicazioni politiche e sociali, ad esempio attraverso l'iniziativa sull'e-government, favorendo al contempo un rafforzamento del legame euro-Iatinoamericano e contrastando il "digitai divide" che tuttora frena la crescita di alcuni Paesi del Sub-continente. Come hanno sottolineato gli intervenuti al quarto gruppo di lavoro, ogni progresso sociale, culturale ed economico rafforzerà le istituzioni, la governabilità e la sicurezza dei Paesi Iatinoamericani.
È infatti innegabile che la violenza, la violazione dei diritti umani e l'esclusione sociale siano stati un fattore di ritardo nella crescita dell'America Latina, in un passato anche recente.

Oggi tuttavia i Paesi dell'area hanno compiuto notevoli progressi in tutti questi settori, anche grazie alla cooperazione italiana. È emersa nel corso dei lavori la soddisfazione del Governo italiano per tali progressi e l'intenzione di proseguire nell'azione di supporto.

È stata poi affrontata, nel quinto gruppo di lavoro, la dinamica migratoria tra Italia e America Latina, sia in prospettiva storica - guardando alla fase di emigrazione italiana verso la regione e considerando l'apporto che lo nostra popolazione ha dato alla formazione del patrimonio culturale Iatinoamericano - sia nel presente, valutando le questioni determinate dall'immigrazione Iatinoamericana in Italia.

Quest'ultima, caratterizza perlopiù da una facile integrazione, è stata vista come un'opportunità di instaurazione e sviluppo di legami sociali, culturali ed economici tra i due continenti, senza peraltro trascurare né sottovalutare i problemi che può determinare e lo conseguente esigenza di prevedere le opportune strutture assistenziali.

Mario Boccini, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri

stampaPrint Bookmark and Share

 
RIAL - Rete Italia America Latina Via Camperio 1, 20123 Milano - Italia • Tel. (+39) 02 8515 5823/5884 - Fax (+39) 02 8515 5886

 

© RIAL 2009 | P.IVA 04368300960 Powered by Kalì - Designed by AZERO