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Seminario su “Politiche pubbliche per le PMI in America Latina”

Promosso dal CesPI e dall’IILA si è svolto il 1 luglio 09 nella sede dell’IILA a Roma, il Seminario su “Politiche pubbliche e Piccole e medie imprese: la cooperaazione Italia- America Latina”, preparatorio alla IV Conferenza Italia – America latina-Caraibi, che si terrà il 2-3 dicembre 2009 a Milano. Ha coordinato i lavori l’amb. Paolo Bruni, Segretario generale dell’IILA.
La tematica delle PMI costituisce uno degli assi ricorrenti nei rapporti fra Italia e America latina. Da un decennio i sistemi produttivi locali italiani sono considerati in AL come dei paradigmi cui ispirarsi. Alcune esperienze di partenariato fra realtà territoriali italiane e latinoamericane sono state avviate in alcuni stati del Brasile con l’apporto di Regioni come Lombardia, Piemonte, Marche, oppure in Argentina, Uruguay, Cile e da ultimo il settore tessile dell’area di Medellin in Colombia. Tuttavia si legge nel “Concept Note” del seminario “Questo capitolo dei rapporti italo-latinoamericani è segnato da una serie di miti e da una buona quantità di retorica.” E cosa più importante “questo asset relazionale non è riuscito in una politica organica tra Italia e America latina, anche se la persistenza con la quale viene riproposto il tema mostra la sua vitalità”.
La risposta a queste affermazioni è venuta da Patrizio Bianchi, dell’Università di Ferrara, il quale ha detto che il mito serve se ci sono realtà in movimento, non serve se c’è la stasi. Nel mito c’erano elementi di grande importanza come : a) il primato della produzione; b) la divisione del lavoro; c) l’efficienza, figlia della complementarità e della specializzazione; d) l’organizzazione sociale e il territorio. Per i paesi dell’America latina, negli anni del liberismo di mercato e della semplificazione, esso ha significato una riscoperta della complessità e di un modo diverso di fare sviluppo. Il sistema distrettuale si è modificato in Italia, seguendo l’evoluzione economica, e diventando organizzazione delle conoscenze che fanno crescere le competenze e stimolano l’innovazione. Ecco perché esso è valido anche oggi dopo la crisi.
Nello spiegare che cosa è cambiato nel sistema distrettuale italiano, il prof. Giancarlo Corò, dell’Università Cà Foscari di Venezia, ha ricordato che in esso ci sono sempre meno piccole imprese e sempre più medie imprese (da 50 a 500 addetti), più dinamiche e più proiettate sui mercati internazionali. Perché i distretti sono “nodi di reti” con un’impresa media leader e altre centinaia che lavorano in subfornitura e quindi sono più globali e meno locali. Perché le imprese leader fanno meno manifattura e più servizi, sviluppano funzioni terziarie, fanno innovazione. L’ambito più appropriato per le politiche di supporto è quello regionale e non nazionale. Si uscirà dalla crisi attraverso nuovi sistemi imprenditoriali e nuove economie esterne che per il sistema delle PMI saranno : il sistema educativo (dalle scuole tecniche all’università), al sistema delle utilities, alla sanità, alle Fiere come istituzioni promozionali e ai partenariati internazionali.
Coordinato da Jose Luis Rhi Sausi, direttore CeSPI, nella tavola rotonda dedicata “Partenariati territoriali Italia-America latina” sono intervenuti Marcelo Elizondo, Fondazione Exportar (Argentina), Andrea Bonalumi PROMOS Milano, Mario Volpe, Università Ca’ Foscari, Mario Umberto Fabbri, COSMOB di Pesaro.
Ha partecipato al Seminario in rappresentanza della RIAL Giancarlo Pasquini.
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