Il presidente della RIAL, Gilberto Bonalumi, ha partecipato alla 16ª edizione della “Conferencia Industrial Argentina” organizzata dall’Unione Industriale Argentina a Costa Salguero, nella Città di Buenos Aires il 18 e 19 novembre 2010.
Essa si è realizzata in occasione del Bicentenario dell’indipendenza dell’Argentina e ha riunito i maggiori operatori per il periodico esame della situazione locale, nel più ampio contesto dell’evoluzione del mondo produttivo internazionale. E’ stata inspirata da un profondo dibattito sull’integrazione dei diversi settori della produzione e l’impegno degli attori sociali ed economici, con l’obbiettivo di raggiungere il desiderato processo di industrializzazione.
Si è conclusa con un discorso della Presidente Cristina Kirchner, ancora in lutto per la recente scomparsa del marito, l’ex presidente Nestor Kirchner. La Presidente ha colto l’occasione per un appello all’unità nazionale, invitando in particolare a concretare un accordo operativo tra le forze produttive e i sindacati, che è ora all’esame dei diversi settori interessati.
Tra i partecipanti di maggior rilievo al dibattito della conferenza, il presidente del Gruppo TECHINT, Paolo Rocca, il cui intervento è stato seguito con speciale interesse dall’affollata platea di operatori economici, industriali, economisti e rappresentanti governativi.
Dopo un’ampia disamina del panorama economico internazionale e delle specifiche condizioni di mercato dei paesi emergenti nel momento in cui non è stata ancora superata del tutto la grande crisi economica internazionale, Rocca ha illustrato le diverse sfide che si presentano ora per tali paesi, soffermandosi sulla necessità di cambi strutturali intesi a ridimensionare la preponderante esportazione di prodotti primari.
In particolare, ha offerto un’ampia documentazione statistica sulla bassa partecipazione dell’industria “che si nasconde in questo momento nell’euforia di rilevanti benefici commerciali”. Quindi ha fatto specificamente riferimento alla situazione locale, affermando che “nel caso argentino la carenza di manifatture d’origine industriale nelle esportazioni appare assai marcata negli ultimi anni, come si vede dai dati sui primi otto mesi di quest’anno, che registrano un deficit di oltre 15 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo del 2009”.
Paolo Rocca ha poi analizzato la questione della produttività, affermando che, a fronte di aumenti salariali del 22% all’anno, in Argentina la produttività del settore industriale è aumentata solo del 4%, aggingendo che “sebbene, in parte, questa ripresa dei salari risponde alla necessità di migliorare la distribuzione dell’ingresso, bisogna altresì riconoscere che in questo siamo già a un punto limite, oltre il quale la caduta di produttività attenta chiaramente contro ogni possibilità di investimenti”.
Concludendo, il presidente della TECHINT – che è il gruppo industriale di maggior rilievo in Argentina- ha ricordato “il giusto merito di quanti, dopo la caduta del 2001, si sono adoperati nella risoluta virata per uscire dalla crisi” ed ha quindi ribadito il richiamo sui rischi impliciti nell’eccesso di esportazioni primarie, approfondendo con nuovi elementi di giudizio il tema trattato all’inizio del suo intervento.
Dante Riuscica