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Imprenditoria straniera: potenziale per lo sviluppo dell’economia in provincia di Torino

Nella prima parte del convegno sono stati esaminati i risultati della ricerca “L’immigrazione che intraprende: Nuovi attori economici in provincia di Torino”, ricerca realizzata dalla Camera di commercio di Torino e da FIERI. In particolare sono stati presentati tre casi specifici: (i) il commercio marocchino a Porta Palazzo; (ii) l’imprenditoria edile rumena; e (iii) il settore dei phone-center. Nella seconda sessione i temi trattati si sono focalizzati sulla componente femminile dell’imprenditoria immigrata.
Dati da sottolineare: la percentuale di lavoro autonomo rispetto alla popolazione attiva è del 27-28% tra gli immigrati. Questo è un dato positivo, anche in considerazione del fatto che il lavoratore autonomo crea un vincolo più forte con il territorio.
Dal 1997, gli stranieri iscritti alla Camera di Commercio di Torino sono quintuplicati e
rappresentano il 18% di tutti gli imprenditori iscritti, 5.000 dei quali sono donne. La percentuale di cessazione d’impresa tra gli extracomunitari è adesso leggermente al di sotto della media nazionale.
Come si diventa imprenditore: molti stranieri diventano imprenditori come risultato della “successione ecologica”, cioè per rimpiazzare piccoli imprenditori italiani i cui figli non vogliono rilevare l’attività dei padri (ad esempio, venditori ambulanti a Porta Palazzo). Altri diventano imprenditori perché, essendo stranieri, la loro mobilità lavorativa, economica e sociale è bloccata quando lavorano come dipendenti. L’imprenditoria diventa quindi anche un metodo di ascensione sociale ed economica.
Gli imprenditori stranieri generano ricchezza, ma anche lavoro (anche per italiani), e nuovi servizi (ad es. i “phone-centers”).
Le risorse per intraprendere: l’apporto di capitale finanziario e sociale è spesso fornito dalle reti etniche. Il tasso di imprenditorialità è molto diverso tra gruppi etnici (ad es. il tasso di imprenditorialità cinese è relativamente alto, mentre quello filippino è molto basso).
Secondo la ricerca, i vincoli transnazionali sono deboli, ad eccezione delle attività imprenditoriali basate sulle relazioni internazionali (ad es. turismo, importazione di prodotti artigianali etnici, etc.)
Sono gli stranieri che più spesso si rivolgono agli sportelli della Camera di Commercio, dato che gli imprenditori italiani hanno generalmente altre fonti per ottenere informazione e consigli. Per rispondere a questa richiesta, sono stati elaborati documenti, tradotti in otto lingue, per rispondere a specifici quesiti o problemi (ad es. “come aprire un’impresa artigianale”). E’ stato inoltre pubblicato un manuale informativo contenente alcuni riferimenti giuridici per nuovi imprenditori, anche stranieri.
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