Il 30 maggio è morto Harry Brautigam, presidente del Banco Centroamericano de Integración Económica (BCIE), in un incidente aereo all’aeroporto internazionale Toncontín di Tegucigalpa (Honduras).
60 anni, di cittadinanza Nicaraguense, era presidente del BCIE dal 1 settembre 2003 dopo essere stato eletto nel giugno di quell’anno dall’Assemblea dei governatori dell’organismo regionale per sostituire il guatemalteco Pablo Schneider. Doveva lasciare il suo incarico questo settembre.
Brautigam deteneva un dottorato dell’Università dell’Illinois negli Stati Uniti e un master dell’università di Leeds nel Regno Unito e dell’università di Guadalajara in Messico. Aveva 19 anni di esperienza professionale in varie istituzioni finanziarie, nella finanza corporativa, mercati di capitale, commercio internazionale e organizzazioni finanziarie globali. Altri suoi incarichi sono stati: direttore dell’Ufficio Regionale della Barclays Capital America Latina, manager di relazioni per l’America Centrale, del Sud e del Caribe del Banco di America, e capo economista per l’America Latina per il Banco di Boston. E’ stato anche professore di Economia e Interscambi Internazionali all’Università di Delaware, USA.
Carlos Montoya della BCIE ha dichiarato a radio América de Tegucigalpa di essere "estremamente costernato" e che la morte del presidente dell’istituzione è stata "una perdita terribile".
La moglie del presidente del Nicaragua, responsabile del Consiglio di Comunicazione e Cittadinanza, Rosario Murillo, ha annunciato che verrà conferito a Brautigam l"Ordine dell’Indipendenza Culturale Rubén Darío", che sarà dato a Tegucigalpa ai suoi congiunti. Il presidente Ortega ha decretato tre giorni di lutto nazionale.
Brautigam aveva incontrato il Presidente della RIAL Gilberto Bonalumi a Miami il 5 aprile 2008 in occasione della 49º assemblea del Banco Interamericano di Sviluppo (BID), ed era stato invitato a venire a Milano per il prossimo ottobre per un convegno sulle infrastrutture incentrato sul rilancio del Plan Puebla Panama, di cui era un tenace sostenitore. In questi ultimi anni era “di casa a Milano” non solo per partecipare alle iniziative della RIAL ma anche per operare congiuntamente con la Regione Lombardia, l’IReR e la Camera di Commercio di Milano con cui si stavano definendo importanti accordi di cooperazione. La RIAL, che lo ha conosciuto ed appezzato, esprime un grande rimpianto per il vuoto che lascia.