PROGRAMMA DEI LAVORI:
Ore 8:30
Registrazione partecipanti
Ore 9:00
Apertura dei lavori
Gilberto Bonalumi, Segretario Generale RIAL
Ore 9:20
Italia - Messico: scambi commerciali e cooperazione economica
Ore 10:00
Investire in Messico: esperienze industriali a confronto
Sergio Einaudi, Consigliere d'Amministrazione, Tenaris Dalmine
Carlo Zorzoli 
,
Responsabile Business Development America Latina, Enel/Green Power
Marco Toselli, CFO Gruppo Mossi & Ghisolfi
Gruppo FIAT
, Presentazione sugli investimenti in Messico
Ore 10:50
Promozione degli investimenti, del commercio e internazionalizzazione PMI
Luigi Maccotta, Direttore Centrale per i Paesi dell'America Latina e dei Caraibi del Ministero degli Affari Esteri
Giancarlo Cirillo
, Desk Americhe - Ufficio Sviluppo Internazionalizzazione, Banca Intesa Sanpaolo
Milena Bianchi, Dirigente Internazionalizzazione del Sistema Produttivo della DG Industria, Regione Lombardia
Gloria Targetti
, Dipartimento Marketing Simest (Società Italiana per le Imprese all'Estero)
Ore 11:50
Domande da parte dei partecipanti
Ore 12:20
Conclusioni dei lavori e firma di un accordo tra Proméxico e la Camera di Commercio di Milano/Promos
Giusppe Castelli, Vice Presidente Promos - Camera di Commercio di Milano
Consigliere Incaricato per le Relazioni Internazionali di Assolombarda
PRESENTAZIONE DEL WORKSHOP:
Investire in Messico è una scommessa sul futuro, ma anche una concreta opzione per il sistema delle imprese italiane, comprese le piccole e medie, che vogliono internazionalizzarsi guardando con attenzione a questo paese strategico. Con i suoi 110 milioni di abitanti, il Messico è la seconda economia in America Latina dopo il Brasile e l’11° al mondo, con un Prodotto interno lordo di 1.560 miliardi di dollari e un reddito pro-capite di 13.800 dollari. Dopo aver risentito della recessione negli Stati Uniti, l’attività economica è migliorata sensibilmente nel 2010 con una crescita del PIL del 5,6%. Tutti gli altri parametri macroeconomici sono in ordine e tali da destare l’invidia delle economie europee a rischio di recessione. Il deficit fiscale si colloca al 2,5% del PIL (2,7% nel 2010), si prevede che l’inflazione a fine 2011 sarà del 3% su base annua, in linea con gli obiettivi del Banco de Mexico. Gli investimenti esteri diretti (IDE) hanno totalizzato nei primi 3 trimestri del 2011 13,4 miliardi di dollari a fronte dei 15,7 miliardi dell’analogo periodo del 2010. Ma si prevede che alla fine del 2011 toccheranno i 19 miliardi. I principali settori verso cui si sono diretti i flussi di investimento sono: l’industria manifatturiera, i servizi finanziari e la grande distribuzione commerciale. L’economia cresce, i fondamentali sono in ordine, il deficit pubblico e l’inflazione sono sotto controllo. Le politiche sociali del Governo, insieme all’aumento dell’occupazione e dei salari nelle aree urbane, le rimesse degli emigranti tornate a crescere, hanno ridotto la percentuale delle famiglie sotto la soglia di povertà e hanno creato una nuova classe media che si affaccia al circuito dei consumi. L’industria manifatturiera mostra segnali di dinamismo e le esportazioni hanno ripreso a tirare soprattutto verso gli Stati Uniti, nonostante la crisi e le incertezze. Occorre tener conto da questo punto di vista che il Messico è legato agli Stati Uniti e al Canada da un trattato di libero scambio (il NAFTA), che funziona da oltre un decennio e ha dato buoni risultati. Investire sia attraverso investimenti greenfield, sia acquisendo o partecipando imprese già basate in Messico significa avere le porte aperte per esportare, a certe condizioni, nel mercato degli Stati Uniti e del Canada senza sottostare alle barriere tariffarie e non tariffarie. È anche in vigore dal 1° luglio 2000 l’Accordo di Associazione Economica, Concertazione Politica e Cooperazione tra l’Unione Europea e il Messico segnando una nuova tappa nelle relazioni tra i paesi europei ed il Messico. L’accordo copre un ampio spettro di settori collegati alla cooperazione economica e prevede, fra l’altro, la progressiva e reciproca liberalizzazione degli scambi nel rispetto della normativa dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), e la promozione degli investimenti. In conseguenza di questo, l’UE è ormai il terzo maggior partner economico del Messico dopo gli Stati Uniti e la Cina. In questi giorni il Presidente Felipe Calderón ha annunciato che nel mese di Giugno 2012 la città di Los Cabos/Bassa California ospiterà la prossima riunione del G20. Il Messico, come il resto dell’America Latina, per la prima volta non sono parte del problema, ma in una certa misura, la soluzione. I paesi dell’area hanno appreso la lezione dagli errori del passato e oggi presentano conti pubblici risanati, sistemi finanziari solidi, una previsione di crescita stabile per i prossimi anni e opportunità di investimento per le imprese europee che vogliono internazionalizzarsi anche per diversificare la base produttiva e compensare le perdite e le difficoltà che oggi registrano nei loro paesi. Risulta interessante l’esame della dinamica degli investimenti italiani in Messico. Da un lato si assiste ad un nuovo forte interesse da parte della grande impresa, mentre dall’altra continuano a crescere gli investimenti della media impresa (le cosiddette “multinazionali tascabili”) che arriva in Messico a seguito di multinazionali o che punta su questo paese come piattaforma logistica ideale sia per il mercato NAFTA come quello latinoamericano.
Il workshop odierno, a cui partecipa il Ministro dell’Economia del Messico Bruno Ferrari Garcìa de Alba, si propone di far conoscere agli operatori italiani e lombardi in particolare, le opportunità offerte dal Messico nei diversi settori economici, gli incentivi e le garanzie offerte dal Governo federale e da alcuni stati della Federazione alle imprese che decidono di investire.
E’ prevista la traduzione simultanea italiano – spagnolo.
Per informazioni:
Segreteria Organizzativa
info.rial@mi.camcom.it
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