Questa fluidità nelle relazioni, che attinge a una cultura comune, fa dell’America Latina un’area prioritaria per l’Italia, nonostante le grandi distanze geografiche e le vicissitudini congiunturali. Va comunque sottolineato che questo sentire comune non si è tradotto ancora in un soddisfacente livello di scambi commerciali (anche se, nel complesso, l’Italia occupa una posizione di rilievo tra i partners commerciali dell’America Latina, gli scambi sono ancora sottodimensionati), in un flusso regolare di investimenti diretti o accordi fra imprese. C’è quindi, anche in questo campo, molto spazio per crescere, e per farlo insieme.
La Conferenza si svolge al termine dell’anno più critico e difficile per l’economia mondiale e con l’occhio rivolto alla ripresa. Non a caso i temi che verranno affrontati dalla IV Conferenza ruotano intorno al tema della integrazione ed agli strumenti per realizzarla a fronte delle nuove sfide della globalizzazione. Uno dei suoi obiettivi è pensare ad una strategia per la ripresa dello sviluppo sostenibile, rilanciare il dialogo politico e la cooperazione economica fra Unione Europea ed America Latina, ad evitare che ciascuno si chiuda nella sua “fortezza”, mentre al contrario è necessario incrementare i livelli di integrazione e complementarietà.
Una delle priorità strategiche per l’Italia in questa fase è quella di aprire nuove opportunità al proprio sistema produttivo, a partire dalle piccole e medie imprese, confrontato alla crisi economica e al forte calo delle esportazioni. Anche sotto questo profilo, l’America Latina conferma la sua centralità. Essa infatti rappresenta un mercato diversificato che riprenderà già nel 2010 un sentiero di crescita e avrà bisogno nei prossimi anni di sviluppare le sue potenzialità nell’agro-business, nella trasformazione in loco di prodotti agricoli, e quindi nell’acquisto di macchinari, nelle infrastrutture e nell’energia, nei servizi e nel rafforzamento del sistema produttivo fatto in prevalenza di PMI. Questo implica per il Sistema Italia non un approccio contingente, ma un impegno a guardare all’America Latina in un’ottica di lungo periodo.
L’altro volano per il rilancio delle relazioni dovrà essere quello culturale e della cooperazione fra università, nella conservazione dei beni culturali, con un approccio basato su uno scambio reciproco e su progetti concreti con i singoli paesi. Parallelamente, si dovrà riservare un occhio di riguardo alle esperienze più innovative nel campo della ricerca e al trasferimento dei risultati verso le imprese, per favorire da un lato l’interazione fra l’accademia e il mondo delle imprese, dall’altro l’innovazione.
Altro punto fermo è quello della cooperazione allo sviluppo, strumento importante di integrazione e coesione sociale. La cooperazione italiana verso quest’area si è concentrata sul tema delle fronteras abiertas, cioè della cooperazione transfrontaliera, per favorire meccanismi di integrazione “dal basso”che permetta di dare una risposta a contenziosi frontalieri, le cui soluzioni vengono facilitate grazie a interventi mirati di carattere sociale e produttivo. Allo stesso tempo in Italia ha acquisito rilevanza il fenomeno dell’immigrazione dei cittadini latino-americani. L’obiettivo deve essere il coinvolgimento simultaneo dei migranti nella società di origine e in quella di accoglienza, perché essi non vivano da stranieri nel paese di destinazione e non perdano i propri legami con quello di provenienza. E in questo contesto assume rilievo il tema delle rimesse.
Il Dialogo politico deve trovare nella Conferenza piattaforme comuni su cui confrontarsi e strumenti istituzionali su cui esprimersi. Una nuova alleanza politico-strategica fra Europa e America Latina si deve declinare sulla base delle convergenze sulle grandi questioni dell’Agenda economica (G-20, di cui fanno parte 3 paesi dell’AL) che dovrà varare nei prossimi vertici nuove regole della finanza e la ripresa di negoziati commerciali multilaterali dell’Agenda di Doha (WTO), e di quella ambientale che avrà nella Conferenza di Copenaghen (Kyoto II) un momento di verifica importante. Inoltre in vista del VI Vertice UE-ALC in programma in Spagna nel maggio 2010, sarebbe auspicabile un contributo attivo dell’Italia per rinsaldare quell’alleanza strategica di cui si parla nelle risoluzioni ufficiali, proprio nell’anno in cui nei paesi dell’America Latina si celebra il bicentenario dell’indipendenza e della nascita degli Stati-nazione.
Per l’ampia e qualificata partecipazione delle Istituzioni del governo centrale e di quelle lombarde, che hanno proficuamente collaborato alla sua organizzazione nell’ambito del Comitato consultivo costituito su iniziativa del Ministro degli Esteri Frattini, per la rappresentatività delle forze che vi hanno contribuito e per il crescente interesse che essa suscita nel sistema produttivo ed imprenditoriale italiano, la IV Conferenza si conferma frutto di uno sforzo comune e di una visione condivisa che l’Italia nel suo complesso intende mettere a disposizione dei suoi partners dell’America Latina e dei Caraibi.